21 Aprile 2018
A Pisa per un giorno - cosa visitare?
A Pisa per un giorno - cosa visitare?

La città di Pisa è immancabilmente famosa per la Torre Pendente, ma, ovviamente, non è la sola attrazione della città...

In un giorno è possibile avere una buona percezione di quello che l’antica Repubblica Marinara ha da offrire.
 
Prima di arrivare
 
Per coloro che vogliono accedere alla Torre di Pisa, consigliamo di prenotare i biglietti in anticipo perché l’accesso è a numero chiuso. Per gli altri monumenti della piazza sono disponibili biglietti cumulativi.
 
Come arrivare
 
Pisa è una città ben collegata: ha un aeroporto internazionale, il Galileo Galilei, dove fanno scalo principalmente compagnie low cost, da cui è possibile prendere un treno per il centro città.
Si può raggiungere la città in macchina e, in questo caso, consigliamo di parcheggiare in uno dei parcheggi a pagamento non lontani dalla stazione di Pisa Centrale.
Uno modo molto conveniente è il treno ed il nostro itinerario partirà proprio fuori dalla stazione di Pisa Centrale.
Pisa è una meta classica anche per escursioni di un giorno per coloro che sostano al porto di Livorno, sono in vacanza in cittadine del Valdarno o nella vicina Lucca. Tutte queste località sono collegate da autobus extraurbani, il cui terminal è localizzato in Piazza S. Antonio a 200 metri dalla Stazione Centrale.



  1. La prima tappa del nostro itinerario ci porta ad ammirare un’opera relativamente recente, considerando il glorioso passato della città di Pisa e ci riferiamo, infatti, al murale di Keith Haring intitolato ‘Tuttomondo’. Realizzato dall’artista americano nel 1989 sulla parete posteriore della Chiesa di Sant’Antonio è una celebrazione dei rapporti umani e di come la solidarietà (le due figure intrecciate a forbice) possa sconfiggere il male (simboleggiato dal serpente in alto a destra). Altri aspetti della vita sono raffigurati dalla maternità, dal rapporto tra l’uomo e la natura (la figura che sorregge il delfino), nonché da tutte le altre figure che si intrecciano nel grande murale. Questa è stata l’ultima opera di strada di Haring prima di morire nel 1990 e una grande aggiunta al patrimonio artistico della città di Pisa.
  2. Una volta ammirato il murale si può percorrere Via Sant’Antonio fino ad arrivare al fiume Arno dove è possibile visitare la chiesa di Santa Maria della Spina, uno splendido esempio di gotico pisano. La piccola chiesa sorge proprio su una delle sponde del fiume, tanto che per preservarla, nel 1871, l’Accademia di Belle Arti ed il consiglio comunale decisero di farla spostare di pochi metri. L’operazione andò a buon fine, ma lo spostamento fu criticato, anche dal critico inglese John Ruskin, perché alcune parti della chiesa furono danneggiate o sostituite nello spostamento. La chiesa merita, comunque, di essere vista.
  3. Attraversato l’Arno sul ponte Solferino si arriva al Lungarno Pacinotti per poi prendere via Santa Maria lungo la quale sorge la chiesa di San Nicola. Da non perdere, uno sguardo al campanile in pianta ottagonale della chiesa, attribuito dal Vasari a Nicola Pisano, anch’esso leggermente inclinato. L’attribuzione è incerta, alcuni lo attribuiscono anche a Diotisalvi, vale comunque la pena di ammirarlo, anche solo dal di fuori.
  4. Proseguendo l’itinerario, se è una bella giornata, ci si può fermare all’Orto Botanico per una breve visita. Il biglietto d’ingresso è di circa 4 Euro per gli adulti e vi sono prezzi speciali per le famiglie. L’Orto Botanico è una struttura didattico-scientifica dell’Università di Pisa e fu fondato nel 1543 con l’appoggio finanziario di Cosimo I De’ Medici, trasferito nella sede attuale dal 1591. Nel corso dei secoli la disposizione originale è in parte mutata anche per far spazio a nuove piante e all’acquisizione di nuovi spazi. Da  segnalare una magnolia di 14 metri e un Ginko entrambi piantati nel 1786.
  5. Lasciato l’Orto Botanico alle spalle si percorre Via Roma fino ad arrivare al Campo dei Miracoli, nonché Piazza del Duomo. La piazza, patrimonio dell’Umanità, è chiamata così per i ‘miracolosi’ edifici cui vi sorgono, primi fra tutti la Torre di Pisa (o Pendente), la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, il Battistero e il Campo Santo. Della Torre, che non è altro che la torre campanaria della cattedrale, ci sono parecchie informazioni che non staremo a ripetere, ma, sicuramente individuale è la sensazione che si prova a salire fino in cima e l’esperienza che si prova nel ‘vivere’ la pendenza della torre.
  6. Una volta saliti in cima alla Torre si possono visitare gli altri monumenti della piazza usufruendo di biglietti cumulativi. E’ possibile, inoltre, visitare il Museo delle Sinopie, un museo che espone le sinopie (disegni preparatori), appunto, degli affreschi del camposanto monumentale e il Museo dell’Opera del Duomo che ospita il tesoro della cattedrale e i bottini della Repubblica Marinara di Pisa.
  7. Dalla Piazza dei Miracoli ci si può dirigere in Piazza dei Cavalieri. Mentre la prima rappresenta il potere spirituale e religioso, la seconda era simbolo del potere politico e amministrativo della città. L’attuale conformazione della piazza fu voluta da Cosimo I De’ Medici che ne affidò il progetto a Giorgio Vasari nel 1558. Da notare, il Palazzo dell’Orologio che incorpora parte dell’antica Torre della Muda dove fu imprigionato il Conte Ugolino Della Gherardesca con figli e nipoti.
  8. Si può, quindi, proseguire lungo Via Ulisse Dini per poi arrivare in Borgo Stretto, una via porticata molto cara ai pisani dove si trovano caffè e negozi racchiusi in un’atmosfera dall’altri tempi.
  9. Si chiude l’itinerario raggiungendo il fiume Arno, passando per Piazza del Pozzetto. Se avete ancora tempo, i lungarno è molto suggestivo anche di sera, altrimenti attraversando il Ponte di Mezzo si arriva in Corso Italia che ci riporterà in direzione della stazione di Pisa Centrale.